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La quiete dopo la tempesta

Nello stomaco

Non riesco a parlare della splendida sera che è stata quella del ballo, sono troppo impegnata ad odiare quella vipera rossa che non fa altro che montare la testa a Lui, com’è possibile che le creda ancora dopo tutte quelle bugie? Fatto sta che al ballo ha solamente ballato e bevuto e non si è proprio divertito come piace a lui (farsi le ragazze, fumare..). Mi dispiace ma è una cosa orrenda e ingiusta. Non credo che gente del genere debba stare male.

Ci sono due cose che una persona fa quando viene a sapere di piacere ad un’altra:

  1. IGNORARLA: quindi prendere le distanze e fare ciò che le pare fregandosene altamente sia in sua presenza o sia in sua assenza. Non tener di conto dei suoi sentimenti e pensare così di farla stare meglio, di far sentire l’assenza di questa persona come amica e di farle capire che si vive ancora.
  2. DIVERTIRSI: quindi prendersi gioco di lui in sua presenza. Illuderlo e farlo soffrire a motore. Pensare a lui in sua presenza e ad altri in sua assenza. Fare il “doppio gioco” in due parole, doppia faccia. Con lui giocare e farlo sentire ‘importante’ e ‘amato’, quando invece girato l’angolo stai già baciando qualcun’altro.

La stronza rossa ha attuato la sua partitella di gioco e sta vincendo alla grande. Il problema è che Lui non se ne accorge, perché di solito è così, se sei dalla parte dell'”innamorato” non capisci più niente e il suo ‘ti voglio bene’ equivale a tre ‘ti amo’.

Quanto mi dispiace, quando mi guardava con quegli occhi al ballo come bloccato da delle catene invisibili. Gli ha preso il cuore, se pur non volendo, e glielo sta limitando. Lo sta uccidendo lentamente ed è questo quello che non volevo perchè so che se perderà davvero la testa sarà troppo tardi e il nostro momento non arriverà davvero mai. Quant’è bello quando balla e mi sorride e mi dice che avevo fatto colpo ed io sorridevo ma morivo dentro dalla voglia di buttarmi tra le sue braccia e restare lì per tipo tutta la sera. Quant’era bello con la giacca, quando togliendosela l’ha passata alla fedele amica della vipera, che probabilmente avrà anche lei una cotta per lui, e anche morendo di freddo taceva. Quant’era bello quando fumava e tremava nella sua camicia bianca, forse un po’ sudata, ma molto profumata. Quant’era bello quando si è avvicinato e voleva una foto con me, quando ha sorriso e mi ha abbracciato. Quant’era bello, in tutti i sensi, nei suoi atteggiamenti e nelle sue gentilezze. Mi guardava e per la prima volta riuscivo a sentirlo davvero, dentro me. Non sono farfalle allo stomaco, è una cosa che si sente e tu lo sai che si sente, ma non riesci a dirlo o ci metti un pochino a realizzarlo. Non so spiegarlo e non voglio farlo, ma so soltanto che non riesco a togliermi i suoi sguardi dalla testa.

Poi torna la vipera e devo dimenticare tutto, per me.

Non si può soffrire per qualcosa che non si ha… vabbè lasciamo stare.

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Ballo d’inverno!

Omiodio! Dovrei prepararmi per il test di chimica di domani.. ma non ci riesco. Sto pensando a tutte le cose che potrebbero succedere domenica al ballo! Non ci credo è la prima volta che vado a un ballo della mia scuola e a dire le verità non mi sembra vero, dato che i miei erano troppo tranquilli all’idea di mandarmici senza mio fratello. Ma omiodio! Non ci credooo!!

All’inizio l’idea dei tacchi, del trucco, dei capelli stirati mi scocciava un pò, ma sta mattina sono stata inserita senza la mia più pallida idea, è successo tutto così velocemente che alla fine mi sono solo ritrovata a dover affrontare il fatto che sarò al tavolo con il mio primo amore delle superiori e non ci credo ancora. E’ così difficile realizzare che la notte delle meraviglie si sta avvicinando e che io ci sarò? Sarò stupenda, almeno credo, e mi piacerebbe mettere da parte la mia imbranatura e le mie parole fuori posto, ormai compagne fedeli. Sarà tutto possibile lì? Sarò lontana dalle grinfie della vipera dai capelli rossi e da tutte le prese in giro della secchia. Sarà bello, almeno per una sera non pensare alla vita da mezza sfigata provinciale che mi sono creata, potrebbe anche piacermi.. ma ci devo provare e poi chi lo sa? Sarò al tavolo con uno dei ragazzi più carini della scuola e sono sempre stata attratta da lui. Siamo ottimi amici onde evitare il fatto che mi abbia offeso davanti a metà classe la giornata successiva in cui ci facemmo.. okay okay, forse il mio atteggiamento non è stato uno dei migliori quando lo sono venuta a sapere e forse ero in preda alla gelosia per la sua mini relazione con la vipera, ma che ci posso fare? Ha dovuto mostrarsi coglione e stronzo patentato solo per non perdere la sua figura da figo davanti a tutti. Non l’ho accettato, ci sono stata male e la mia autostima si è abbassata tanto che una settimana dopo ero tra le braccia del suo migliore amico, tradendo un’altra stronza che non aveva mai rivelato la sua ‘passione profonda’ per il soggetto in questione. E indovinate un pò? La troia qui sono io.

Avrei dovuto dire la verità quella sera che ci facemmo, quel bacio per me significava qualcosa, non era di certo una presa in giro dato che non avevo nessuna scusa per dire il contrario, E poi come vuoi che io mi sentissi? Aveva cercato me, le mie labbra e la mia schiena calda per passare quella serata, mi sentivo presa in considerazione finalmente dal ragazzo che bramavo di più in tutto il periodo del biennio.

Vabbè, chiusa parentesi.

Torniamo al ballo! Domenica, serata in gala, abiti eleganti e tavoli da cerimonia, in più avrò la possibilità di stare accanto a Lui o per lo meno ascoltarlo mentre mi sfotte in quel suo modo amorevole. Gli sguardi fugaci nel corridoio non mentono mai e comunque non spero in niente, forse vorrei un pò di attenzioni dato che mi conosce bene, ci conosciamo bene e so quando vuole una cosa alla follia e quando la vuole per divertimento. e io sarò sempre un divertimento per lui, sempre e inconsapevolmente un folle divertimento.

Non fa niente, sono sicura che non è ancora arrivato il nostro momento e mi piacerebbe tanto vedere come sarà quando sarà. La vipera schiatterà d’invidia e secchia si mangerà ancora le mani per aver preferito altre stronze alla mia amicizia, per avermi tradita e per aver fatto la falsa con me.

A domenica belle!

Chimica, a noi due adesso…

Ogni addio, la sua pena.

Prima mi sembrava più semplice. Infilavo le mie nike alte e nere e tutto era ‘okay’. Non avevo bisogno di niente, di nessuno e la cosa più bella è che non volevo nessuno. La scuola? Un problema passabile. L’amore? Un altro problema passabile. L’amicizia? Capirai.. in quella non avevo proprio problemi. Tutti amici, non avevamo motivo di tradirci o di respingerci. Tutti andavano bene. Prima chi aveva più amici era ammirato da tutti, apprezzato. Ora chi si accerchia dello stretto indispensabile è guardato in una maniera da ‘Omiodio. Che figo!’. Non capisco davvero. Perché le cose non possono come prima? Non possiamo continuare ad essere gli amici di cui le persone si possono fidare? Quelli buoni e muti come le tombe? Abbiamo davvero bisogno di essere malvagi, cattivi, sporchi traditori.. okay, meglio se mi fermo.

La verità è che non riesco a togliermi dalla testa di essere stata tradita da una delle mie migliori amiche, considerata una sorella. Una che ha mangiato alla mia tavola, che ha baciato mio cugino, che ha dormito con me nel mio giardino e che ha guardato con gli occhi a cuoricino mio fratello. Una che ha indossato le mie calze, una dalla quale mi sono lasciata consolare, consigliare, aiutare. Per un anno, okay. Ma come si può tradire un’amica. Parlargli da dietro giusto per il piacere di farsi nuove amicizie, magari più convenienti, trattando argomenti secret che riguardano le tue amiche. Oh G. perché tradirmi così. Non ho niente di inconveniente che non vada, anzi, sono conosciuta, conosco molti ragazzi, esco con molta gente e mia sorella mi definisce ‘popolare'(okay, sto esagerando, ma è tutto vero ahah).

Ma se ci si allontana da un’amica non ci deve essere per forza il bisogno di tradirla. Okay, un’estate lontane, e quindi? Sei stata a casa mia quando non avevi dove andare e sei stata tra le mie braccia quando non sapevi dove rifugiare. Ti ho aiutata, abbiamo pianto, riso e gioito. Siamo state sorelle e ce lo siamo dette in faccia e dopo che hai cambiato le tue idee, le tue acconciature, i tuoi modi garbati e il tuo fare da ragazzina quando eri in confidenza con qualcuno. Quando hai cambiato tutto ciò hai deciso probabilmente che non ero adatta, che mio cugino non era adatto e che mio fratello era di nuovo la tua mira. Ti sei innamorata e sono stata l’ultima a saperlo. Hai avuto il tuo primo CBCR (Cresci Bene Che Ripasso, ragazzo che ti piace più piccolo di te) e sono venuta a saperlo per caso. Hai marinato la scuola ed io non c’ero. Hai scelto il tuo nuovo taglio di capelli e non mi hai chiesto nemmeno un parere.

Ma dove siamo finite?

Dove cavolo siamo andate a nasconderci per sopravvivere a questi malefici cambiamenti che ci stanno girando intorno? Le tue amiche e le mie amiche. Il mio gruppo e la tua mini cerchia di false amicizie. I miei amici di sempre e i tuoi amici a convenienza.

E lo so che questa è solo una stupida adolescenza, la odio. Ma ora, più di ieri, ho bisogno di persone che restino, di certezze e di amicizie, quelle che resteranno per tutta la vita.

Gius

Lui?

Non facevo altro che pensare a lui, un unico pensiero dalla mattina alla sera: Luca.

Non molto alto, affascinante e superiperamente dotato di addominali da paura. La mia stessa età, areonatica. Da non credere ah? L’ho conosciuto ad una festa, un pò per sbaglio e un pò per volontà, era da un paio di mesi che non  mi imbarcavo sulla barca dell’amore e non vedevo l’ora di poter far parte della vita di qualcuno… okay. Anche per una sola sera, è comprensibile daii, magnifico e simpatico. Com’è possibile? Sono passati già 5 giorni e ci penso ancora.

Dovevo uscirci insieme questo sabato, ma non ci siamo potuti vedere. Che sfiga.

Una vita intera di sfiga.. okaaay.

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